Rapporti storti (1a parte)

Uomo, questo mistero. Vivere nella società ci mette a costante contatto gli uni con gli altri, ma sempre più spesso ci dimentichiamo di domandarci sulla vera natura delle persone che ci circondano. Al punto che ogni cosa può essere fraintesa o deviata. Così, può capitare di chiamare “amici” i colleghi, quando il vero livello di intimità è quello di “conoscenti”, e anche la fidanzata è più spesso una “amica” (per i giovani), o addirittura una “cugina” (dicesi di amante non ufficiale), poi c’è la “compagna” (quella che convive), o sempre più spesso “partner” (quando vogliamo suonare importanti ma distaccati). Dare nomi diversi, spesso sbagliati, ai rapporti che abbiamo con le persone è il primo sintomo che – in realtà – noi questi rapporti non li conosciamo, e che non siamo sicuri di ciò che abbiamo.

Unica certezza? Ma la famiglia, ovviamente. O forse no? Anche quella, non è esente da errori e fraintendimenti. Nasce intorno all’unione di due individui, frutto ciascuno di altrettante unioni, famiglie più o meno allargate, due insiemi di esperienze e due bagagli culturali che più o meno vanno d’accordo, spesso ma non sempre. Queste due persone creano il loro nucleo in cui nessuno, figli, genitori, fratelli ecc. potrà mai avere accesso. E così come la famiglia si unisce e appare compatta dall’esterno in caso di problemi o difficoltà, la stessa cosa succede al nostro nucleo all’interno della “grande” famiglia. E’ un mondo a sè, con regole e gerarchie, ha assegnato ruoli e doveri. Ma a noi, che lo guardiamo dall’esterno, tutto può sembrare perfetto ed idilliaco. Chi nella famiglia si assume un ruolo, e chi l’altro… ma pochi lo scelgono davvero. A pensarci bene, nella famiglia non abbiamo il diritto di scegliere: così come non possiamo stabilire un rapporto con i nostri genitori, ma sono loro che lo creano con noi quando ancora siamo troppo piccoli per poter capire alcunché, ci troviamo (alcuni si, altri no) con accanto dei fratelli e sorelle, compagni – che non abbiamo scelto – più o meno svegli o fortunati di noi in questa avventura, e tutti seguiamo la strada innanzi a noi per inerzia. Certo, ogni tanto qualcuno si ribella, un altro sbaglia, ma la maggior parte siamo sempre lì, su quel sentiero tracciato per noi. E continuiamo a percorrerlo senza mai domandarci perché!

Delle volte può accadere che possiamo davvero scegliere un rapporto, una persona. E ogni volta speriamo che la scelta sia la scelta giusta, pescata dalla Fortuna ad occhi bendati dalla marea delle scelte possibili. Non sto parlando del nostro compagno di vita, del nostro “partner di nucleo”. La scelta può cadere anche su una persona che, come nessun’altra, ci capisce, ci sostiene. Un amico, o un’amica, con cui costruire quel rapporto speciale che resterà estraneo ad ogni altro individuo, ma che ci arricchisce e ci completa. Ecco sì, la verità è che ogni rapporto di questo tipo deve essere sincero, ma soprattutto deve essere incondizionato, cioè senza obblighi e costrizioni di alcun genere. La cosa bella? Beh ovviamente, che possiamo scegliere chiunque, no?

(to be continued)

Una Risposta a “Rapporti storti (1a parte)”

  1. maipersempre Dice:

    E’ vero tutto quello che hai scritto.
    Solo che nella realtà l’amicizia incondizionata è molto difficile da attuare.
    Un caro saluto.

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