E’ la punta dell’iceberg
Comincio questo mio scritto, dopo aver ascoltato sul blog di Beppe Grillo l’intervento di Marco Travaglio che parlava della nuova legge sulle intercettazioni e – più in particolare – sottolineava le conseguenze per un giornalista che, deciso a fare il suo lavoro e pubblicare ad esempio degli atti processuali, dunque già noti e pubblici e non segretati (o anche dei documenti con le intercettazioni, verbali, sunti, commenti, ecc.) prima dell’inizio e la conclusione di un processo, si troverà così a serio rischio di andare in galera. Diventerà reato dire la verità?
Ora, mentre personalmente non ritengo particolarmente grave, ma è una mia opinione, il fatto di vietare ai magistrati la disposizione di intercettazioni telefoniche/telematiche di privati cittadini, soprattutto se indagati per reati minori (visto anche l’abuso che se n’è fatto negli ultimi anni: e non sto mica parlando delle telefonate di Moggi, eh???), è semplicemente scandaloso vietare ai giornalisti di pubblicare i fatti, soprattutto quando si tratta degli atti di un processo o dei documenti pubblici! Premesso che non me ne frega niente dei bocchini fatti dalla velina/microfonina di turno per fare carriera, o dalle foto più o meno osè che scattava un certo fotografo, per poi ricattare la malcapitata di turno, è un mio DIRITTO sapere che queste cose avvengono. Posso anche scegliere di non saperlo, perchè magari non mi interessa, ma se voglio saperlo nessuno ha il diritto di impedirmelo! Anche perché oltre alle vicende private delle veline poi scopri pure Calciopoli, Unipol, Antonveneta, ecc.
E se questa nuova legge dovesse passare così com’è, limiterà ancor di più la libertà di parola in questo paese. Libertà di parola e di opinione, già da tempo sotto feroce attacco di varietà e reality, corredati da un bombardamento sistematico di stacchetti di veline e sproloqui di opinionisti, mai da un fatto, mai da un reportage, mai da una storia. Salvo doverose eccezioni, che hanno provveduto a far sparire quanto prima! E l’epurazione continua: è di qualche giorno fa la notizia di un “sequestro preventivo” di un intero sito web (registrato come testata) di un giornalista calabrese, querelato per diffamazione, che ha osato parlare di “affari poco chiari” di un politico locale. Il magistrato, nonostante la querela sia stata presentata 4 giorni dopo il termine di prescrizione (che in questi casi è di 90gg, mi dicono), ha disposto la chiusura dell’intero sito (è come se, ad esempio, decidessero di far chiudere il Corriere o Repubblica per aver pubblicato un articolo “scomodo”). L’albo dei giornalisti? Tace. Anzi, sta vagliando una sospensione del collega “incriminato”. E’ di questi giorni anche la notizia di uno storico multato perchè aggiornava il proprio blog con troppo zelo e frequenza: colpevole di praticare “abusivamente” la professione di giornalista????
Cosa dire a questo punto? Beh, semplicemente: cercate l’informazione, cercate la controinformazione! In rete c’è ancora chi sa e non teme di parlare. E spostate il vostro blog all’estero! Anche gli USA, ad esempio, un tempo culla della democrazia e oggi di fatto uno stato di polizia, così solerti a chiudere siti web illegali (di pirateria o warez), così arroganti e spregiudicati nel trattare i prigionieri di Guantanamo, ancora rispettano la libertà di parola e di opinione e non chiuderanno MAI un vostro blog! Basta che vi limitiate a parlare di fatti: per i fatti, invece, in Italia fra un po’ si potrà anadare in galera!
Infine, un commento: oggi c’è una percezione, a mio avviso errata, che la democrazia e gli strumenti della democrazia siano in serio pericolo. Nulla di più falso. Semplicemente, oggi noi ce ne accorgiamo, se lo vogliamo, a differenza di quel che potevano fare i nostri nonni, perchè siamo più smaliziati, perchè siamo più informati (ovviamente non guardando il tg), perchè abbiamo internet. E’ sempre stato così, se non peggio. Solo che non c’era nessuno che avesse il coraggio (o le capacità) di esserne a conoscenza e – qualora lo venga a sapere – di dirlo pubblicamente. Democrazia non è il governo di tutti, quella è l’anarchia in effetti, la democrazia è il privilegio dei pochi. Oggi stiamo felicemente tornando, un passo alla volta, verso quella beata ignoranza dei nostri nonni… A passo di reality!